Viviamo nell’epoca delle fobie, molte delle quali completamente infondate.

Una di queste è verso i grassi

Senza ripetere quanto possono far male le caseine e quanto il lattosio sia poco digeribile bla bla bla …vorrei soffermarmi sui Grassi del Burro

Sì, hai capito proprio bene, la parte grassa del burro è straordinariamente benefica per il nostro intestino ed uno studio qui sotto conferma le nostre teorie.

Il Butter Ghee non è il comune burro che tutti conosciamo e che molti evitano per le intolleranze al Lattosio o per motivazioni etiche e salutistiche.

Si tratta di un nutriente antichissimo, di origini Indiane, risultante dalla purificazione di acqua e lattosio dal latte.

Quello che rimane è Butirrato, un acido grasso a catena corta, non essenziale, a quattro atomi di carbonio.

È la migliore fonte di energia per le cellule della mucosa intestinale e molti studi suggeriscono che è proprio l’effetto del butirrato che rende possibili gli effetti benefici della fibra dietetica contro le mutazioni delle cellule in cellule cancerose:

infatti le cellule incubate in ambienti ad alta concentrazione di Butirrato tendono a non mutare frequentemente.

Secondo la medicina Ayurvedica, è il miglior grasso per la cottura che esista.

Infatti, stimola la digestione (Agni) meglio di qualsiasi altro olio o grasso, inclusi i vegetali più blasonati.

Ha anche la particolare capacità di aumentare la resistenza immunitaria (detta Ojas in Ayurveda) proprio perché serve da nutriente alla flora batterica.

L’acido butirrico è una delle chiavi del successo, questo è un acido grasso saturo, non essenziale, a quattro atomi di carbonio;

si trova principalmente nel latte dei ruminanti (2-4%), e solo in tracce in quello di donna;

ne sono quindi ricchi il burro ed i latticini in genere.

Guarda pure che risultati può dare insieme alla terapia medica classica per colite ulcerosa, la mesalazina, la sinergia porta questi risultati:

Trattamento combinato acido butirrico/mesalazina nella rettocolite ulcerosa in attività lieve-moderata.

Assisi R. F.

Operative Unit of Gastroenterology and Digestive Endoscopy Santa Maria delle Grazie Hospital Località Schiana, Pozzuoli, Naples, Italy

Obiettivo:

L’acido butirrico ha un ruolo importante sulle funzioni intestinali. La quantità minima giornaliera di acido butirrico per un buon metabolismo energetico del colon è di circa 400 mmol/die.

L’acido butirrico viene prodotto dalla fermentazione dei carboidrati che giungono indigeriti nel colon.

Alcuni studi in vivo e in vitro suggeriscono che l’acido butirrico possa essere utile nel trattamento della rettocolite ulcerosa

Infatti, in pazienti affetti da rettocolite ulcerosa sono state evidenziate basse concentrazioni di acidi grassi a catena corta, acetil CoA e acido pantotenico.

Scopo di questo studio è stato di valutare l’efficacia di un trattamento combinato mesalazina + acido butirrico + inulina nella prevenzione delle recidive in corso di rettocolite ulcerosa.

Metodi:

Diciannove centri italiani di Gastroentero-logia aderenti al Gruppo Italiano di Studio sulle Dismotilità Intestinali (GISDI) hanno partecipato a questo studio aperto policentrico.

Lo studio prevedeva la somministrazione di mesalazina (800 mg ¥3) + acido butirrico/inulina in compresse a rilascio del principio attivo a partire dall’ileo terminale con graduale, uniforme distribuzione in tutto il colon fino al cieco (ZACOL™ NMX, Bioactival) per sei mesi in pazienti adulti (18-65 anni) affetti da almeno un anno da rettocolite ulcerosa con intensità da lieve a moderata.

Risultati:

La terapia proposta ha ridotto le recidive di malattia di circa il 30% rispetto alle attese, e ha inoltre ha dimostrato di avere una spiccata efficacia anitinfiammatoria, riducendo i sintomi e l’indice di attività di malattia progressivamente già a partire dal secondo mese di trattamento.

Conclusioni:

Dati indicano un’efficacia del trattamento acido butirrico/mesalazina nella rettocolite ulcerosa e incoraggiano un approfondimento dei risultati ottenuti con uno studio a doppio-cieco.

L’acido butirrico è un acido grasso saturo non essenziale, composto da quattro atomi di carbonio. La sua presenza è principalmente riconducibile al latte dei ruminanti (in proporzione tra il 2 e il 4%) e in minima parte in quello delle donne.

L’acido butirrico a livello intestinale rappresenta non solamente un’importante fonte di energia per le cellule della mucosa intestinale, quanto anche un buon contributo per poter inibire la proliferazione delle cellule cancerose.

L’acido butirrico può essere assunto attraverso una specifica alimentazione e, in alcuni casi, si può integrare il fabbisogno mediante appositi prodotti come i suoi sali, quali quelli di calcio (il calcio butirrato) e di magnesio (il magnesio butirrato).

Una fonte diretta di acido butirrico è il ghee!

L’acido butirrico è prodotto direttamente nel colon dalla fermentazione microbica dei carboidrati indigeribili.

Sarebbe meglio, pertanto, puntare ad assumere direttamente l’acido butirrico dalle fibre (almeno 30 grammi al giorno) che fungeranno da leva propulsiva per il buon lavoro del nostro colon.

Io personalmente consumo senza remore questo Ghee, un burro ripulito dai suoi zuccheri e dalle sue proteine lentamente, un parente stretto del più conosciuto burro chiarificato

(Ringrazio Walter Dietinger per la segnalazione)