Errori alimentari ed abuso di antibiotici portano ad uno stato di disbiosi intestinale, un’alterazione cioè della composizione fisiologica dei 100.000 miliardi di batteri che ospitiamo nel nostro organismo.

Questo può portare in breve ad una diminuzione della integrità della barriera intestinale. Quando questa è stata compromessa, le tossine intestinali non sono i soli agenti patogeni ad  essere assorbiti.

La barriera, in uno stato di salute, permette selettivamente alle sostanze nutritive digerite di entrare nel piccolo intestino soltanto quando tutto è stato già metabolizzato.

Con un intestino permeabile, invece, i nutrienti possono essere assorbiti prima di essere completamente digeriti. La risposta immunitaria del corpo, attraverso specifici indicatori di antigene-anticorpo, andrà ad etichettare alcuni di questi alimenti come irritanti estranei, non riconoscibili come nutrienti.

Ogni volta quel particolare cibo tocca l’epitelio, si innesca una risposta immunitaria infiammatoria creando ulteriori danni al rivestimento epiteliale.

Quello che era iniziato come una irritazione da parte della Candida che aveva consentito di aprire le giunzioni serrate diventa una condizione di infiammazione che si attiva ogni volta che un particolare alimento viene ingerito.

 

Le allergie alimentari sono un problema secondario, innescato dalla Candida, e quando si è presentata questa condizione intestinale, questa reattività manterrà continuamente l’intestino permeabile, anche se la Candida sarà stata debellata.

Le allergie alimentari più comuni sono ai prodotti lattiero-caseari, le uova, i cereali con glutine (grano, avena, segale), mais, fagioli (soprattutto soia) e frutta secca.

Ci sono raramente delle vere e proprie allergie contro la carne, il riso, il miglio, le verdure o la frutta, anche se non di rado alcuni tipi di verdura e frutta contribuiscono a peggiorare il quadro clinico, contenendo alcuni tipi di carboidrati che, in organismi predisposti, fermentano dando luogo a gonfiore e dolore addominale, oltre a patologie con sintomi a carico della cute e apparato muscolare e osteoarticolare.

Dobbiamo distinguere  una vera allergia  che provoca una reazione infiammatoria di istamina nel sito degli epiteli del tenue dalla intolleranza, che può causare sintomi di disagio, ma raramente diventa dannosa.

L’intolleranza crea di solito una bassa acidità di stomaco o la secrezione pancreatica di enzimi, che si traduce in cattiva digestione.

Nel processo di guarigione del rivestimento intestinale, l’esposizione significativa ad un allergene (es.: latte o glutine) può annullare il processo di miglioramento dell’epitelio intestinale.